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lunedì 25 giugno 2012

Una testimonianza dei volontari al pellegrinaggio Macerata-Loreto


L’”altro” Pellegrinaggio.
ossia
Dalle emozioni e dai sentimenti nasce un servizio al pellegrino.

L’altro pellegrinaggio è quello di coloro che, in modi diversi, affiancano ed agevolano il cammino dei partecipi lungo il percorso dallo stadio di Macerata alla Santa Casa di Loreto, con l’assistenza e l’aiuto a chi si trova in difficoltà, con il ristoro, con gli altoparlanti per la diffusione della preghiera comune che percorre il corteo ecc. Una moltitudine di volontari: di medici, di infermieri, di autisti di ambulanze e di pulmini, di barellieri e di chi è ai punti di ristoro o di addetti all’amplificazione e di altri ancora. Alcuni affiancano i pellegrini nel percorso, con le divise o casacche per essere meglio individuati. Sono coloro che prestano il primo soccorso o che sostengono fino al raggiungimento di una ambulanza o di un pulmino, o di un punto di prima assistenza: il loro cammino è “doppiamente faticoso”; altri invece, disposti ai lati del percorso o che seguono il corteo, accolgono coloro che non riescono a proseguire o che sono rimasti indietro o che si sono fermati, altri che si preoccupano di gestire tutte le problematiche, piccole e grandi, che avvengono durante e dopo lo svolgimento del corteo: recupero di persone dai punti di ricovero, ricongiungimenti ecc. Nessun pellegrino viene lasciato solo.
Le motivazioni che spingono a questo servizio al percorso del pellegrino sono sì le stesse che portano i volontari ad essere partecipi ad associazioni come Croce Rossa Italiana, Croce Verde o a tutte le altre simili ma che in questa notte particolare – “magica” - sentono esprimersi nella sua forma più completa. Sicuramente, a queste motivazioni, ognuno aggiunge un proprio sentimento, un proprio motivo particolare perché tutti abbiamo qualche richiesta da fare all’Altissimo, all’unico Dio che, al di là dei vari credi religiosi, unisce l’umanità intera e mentre il corteo sfila o mentre aiuta un pellegrino in difficoltà, innalza, mentalmente, la propria preghiera. Il coinvolgimento emotivo è lo stesso di chi cammina e prega. L’opera del volontario, cominciata ben prima dell’inizio dell’evento, non termina con il raggiungimento del corteo alla Santa Casa, anzi è proprio allora che la sua opera si intensifica: a lui è richiesto uno sforzo suppletivo di assistenza ed aiuto che completa la soddisfazione di aver saputo rinunciare a qualche proprio egoismo per sostenere le difficoltà del prossimo e gli permette di raccogliere il vero senso della sua opera, una testimonianza del suo essere un volontario al servizio di chi più ha  bisogno.
 

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