L’”altro”
Pellegrinaggio.
ossia
Dalle emozioni e dai
sentimenti nasce un servizio al pellegrino.
L’altro pellegrinaggio è quello di coloro che, in modi
diversi, affiancano ed agevolano il cammino dei partecipi lungo il percorso
dallo stadio di Macerata alla Santa Casa di Loreto, con l’assistenza e l’aiuto
a chi si trova in difficoltà, con il ristoro, con gli altoparlanti per la
diffusione della preghiera comune che percorre il corteo ecc. Una moltitudine
di volontari: di medici, di infermieri, di autisti di ambulanze e di pulmini, di
barellieri e di chi è ai punti di ristoro o di addetti all’amplificazione e di altri
ancora. Alcuni affiancano i pellegrini nel percorso, con le divise o casacche
per essere meglio individuati. Sono coloro che prestano il primo soccorso o che
sostengono fino al raggiungimento di una ambulanza o di un pulmino, o di un
punto di prima assistenza: il loro cammino è “doppiamente faticoso”; altri
invece, disposti ai lati del percorso o che seguono il corteo, accolgono coloro
che non riescono a proseguire o che sono rimasti indietro o che si sono fermati,
altri che si preoccupano di gestire tutte le problematiche, piccole e grandi,
che avvengono durante e dopo lo svolgimento del corteo: recupero di persone dai
punti di ricovero, ricongiungimenti ecc. Nessun pellegrino viene lasciato solo.
Le motivazioni che spingono a questo servizio al percorso
del pellegrino sono sì le stesse che portano i volontari ad essere partecipi ad
associazioni come Croce Rossa Italiana, Croce Verde o a tutte le altre simili
ma che in questa notte particolare – “magica” - sentono esprimersi nella sua
forma più completa. Sicuramente, a queste motivazioni, ognuno aggiunge un
proprio sentimento, un proprio motivo particolare perché tutti abbiamo qualche
richiesta da fare all’Altissimo, all’unico Dio che, al di là dei vari credi
religiosi, unisce l’umanità intera e mentre il corteo sfila o mentre aiuta un
pellegrino in difficoltà, innalza, mentalmente, la propria preghiera. Il
coinvolgimento emotivo è lo stesso di chi cammina e prega. L’opera del
volontario, cominciata ben prima dell’inizio dell’evento, non termina con il
raggiungimento del corteo alla Santa Casa, anzi è proprio allora che la sua
opera si intensifica: a lui è richiesto uno sforzo suppletivo di assistenza ed
aiuto che completa la soddisfazione di aver saputo rinunciare a qualche proprio
egoismo per sostenere le difficoltà del prossimo e gli permette di raccogliere
il vero senso della sua opera, una testimonianza del suo essere un volontario
al servizio di chi più ha bisogno.
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